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    Home»AI»Oltre l’hype dell’AI: perché il futuro delle startup è nel software “old school” e nella difendibilità architetturale
    AI

    Oltre l’hype dell’AI: perché il futuro delle startup è nel software “old school” e nella difendibilità architetturale

    Alex PagnoniBy Alex Pagnoni4 Marzo 2026Nessun commento4 Mins Read
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    Indice

    • La genesi tecnica: dalle backdoor al prodotto
    • Il paradosso della difendibilità: perché i VC sbagliavano
    • Architettura: l’AI come feature, non come prodotto
    • La strategia B2B: il modello Anthropic e le PMI italiane
    • Decision making: sconfiggere l’emotività con la statistica
    • Verso il “Communication Operating System”

    La “gold rush” dell’intelligenza artificiale ha inondato il mercato di soluzioni che, a un’analisi tecnica superficiale, si rivelano spesso semplici interfacce sopra API di terze parti.

    Tuttavia, come emerso da questa conversazione con Gabriele Feudo, CEO di Keplero, la sopravvivenza di una startup AI nel 2026 non dipende dalla potenza del modello generativo utilizzato, ma dalla solidità del software che lo circonda.

    La genesi tecnica: dalle backdoor al prodotto

    Il percorso di Gabriele Feudo offre una lezione fondamentale: la comprensione profonda dei sistemi precede la capacità di innovare. Avendo iniziato a programmare a 11 anni in Visual Basic e dedicando l’adolescenza alla creazione di backdoor per esplorare il funzionamento di reti e sistemi operativi, Feudo ha sviluppato una mentalità da “hacker” nel senso più puro del termine.

    Questa base tecnica è stata il catalizzatore per la creazione di Uniway, un’app per la preparazione ai test di medicina acquisita da un’azienda di settore. È qui che avviene lo shift mentale: smettere di scrivere codice per “fare cose” e iniziare a scrivere codice per “costruire prodotti”.

    Il paradosso della difendibilità: perché i VC sbagliavano

    Uno dei momenti più critici nella storia di Keplero è stato il fundraising. Nonostante i primi segnali di trazione – come una transazione da 100 dollari da un’azienda americana arrivata quasi istantaneamente dopo il lancio delle campagne – molti fondi di investimento hanno inizialmente rifiutato il progetto.

    “Questa cosa non è difendibile, la possono fare tutti”.

    Questa era la critica ricorrente dei VC. Tuttavia, la visione di Feudo puntava su una forma di difendibilità diversa: il market risk e l’integrazione profonda. Una volta che l’AI entra nel cuore operativo di un’azienda, si addestra sui dati interni e diventa parte delle abitudini quotidiane, il costo di sostituzione (switching cost) diventa altissimo. La startup ha raccolto infine 400.000 euro, raggiungendo il break-even in un solo anno.

    Architettura: l’AI come feature, non come prodotto

    La distinzione tecnica tra un AI Wrapper e un AI Software è il pilastro su cui si regge Keplero. Se il valore aggiunto risiede solo nell’AI, il vero proprietario del valore è il provider (OpenAI, Anthropic, Google).

    Keplero ha scelto una strada diversa, costruendo un ecosistema software completo intorno all’intelligenza artificiale:

    • Omnicanalità Nativa: Integrazione simultanea su WhatsApp, Messenger, Instagram e telefonia.
    • Back-office Strutturato: Gestione dei ticket, analytics avanzate, monitoraggio delle campagne e gestione della knowledge base aziendale.
    • Automazione di Secondo Livello: Non solo risposte alle domande frequenti, ma capacità operativa di modificare abbonamenti e fissare appuntamenti.

    In questa configurazione, l’AI è una feature di un software che risponde a logiche “alla vecchia maniera”: tanto codice, gestione complessa dei dati e utilità quotidiana.

    La strategia B2B: il modello Anthropic e le PMI italiane

    A differenza di OpenAI, che persegue una strategia trasversale e generalista, Feudo dichiara di ispirarsi alla filosofia di Anthropic: un focus verticale e perfetto sul mondo B2B.

    La scelta di puntare sulle PMI italiane è audace. Il mercato italiano è caratterizzato da cicli di vendita più lunghi e dalla necessità di costruire una fiducia profonda. Tuttavia, questa complessità funge da barriera naturale all’ingresso: i competitor internazionali spesso non hanno la pazienza o la struttura per affrontare l’attrito commerciale tipico dell’imprenditoria locale.

    Decision making: sconfiggere l’emotività con la statistica

    Un passaggio cruciale per ogni CTO o founder riguarda la gestione delle scelte strategiche. Feudo ammette di aver commesso l’errore classico del programmatore: sviluppare feature che poi nessuno utilizza.

    Per correggere questa tendenza, ha adottato un framework decisionale basato su due pilastri letterari e scientifici:

    1. Daniel Kahneman (Pensieri lenti e veloci): Per comprendere i bias cognitivi che portano a decisioni impulsive dettate dall’entusiasmo.
    2. Nassim Taleb (Il Cigno Nero): Per applicare il pensiero statistico alla realtà, accettando che la visione del mondo è spesso distorta dalle emozioni del momento.

    Il risultato è un approccio basato sui numeri: misurare oggettivamente l’impatto di ogni riga di codice e di ogni strategia di marketing, eliminando il fattore emotivo dal processo di scaling.

    Verso il “Communication Operating System”

    La visione a due anni per Keplero è diventare il layer software dove l’azienda gestisce l’intera comunicazione, non solo l’assistenza. Con oltre 600 clienti attivi che passano in media 4-5 ore al giorno sulla piattaforma, l’obiettivo è trasformare il prodotto nel punto di accesso quotidiano al lavoro per l’imprenditore e il suo team.

    In un’era di cambiamenti di paradigma settimanali, la lezione di Keplero è chiara: la tecnologia può cambiare, ma i problemi di business rimangono costanti. Risolvere quei problemi con ingegneria solida e una strategia di mercato radicata nel territorio è l’unico modo per non essere “spazzati via” dall’evoluzione dei modelli.

    Keplero AI startup
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    Alex Pagnoni

    Alex Pagnoni è un Tech Leader ed è il fondatore della community CTO Mastermind. Autore di Vincere nel Tech, il libro manifesto del metodo GamePlan per Tech CEO e Tech Leader. Conduce il canale YouTube Tech No Logic e il podcast Pionieri del Tech. Vai alla bio completa.

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