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    Home»Interviste a Leader Tech»Hacking Expert»Come le Agentic Platforms stanno ridefinendo l’architettura software e il ruolo del Tech Leader | Hacking Expert 18 con Luigi Ria
    Hacking Expert

    Come le Agentic Platforms stanno ridefinendo l’architettura software e il ruolo del Tech Leader | Hacking Expert 18 con Luigi Ria

    Alex PagnoniBy Alex Pagnoni9 Aprile 2026Nessun commento5 Mins Read
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    Indice

    • Introduzione
    • Oltre il chatbot: la definizione di Agentic Platform
    • Il framework tecnologico: Cloud Native come fondazione
      • L’orchestrazione con Kubernetes e Kserve
      • MLOps e il ciclo di vita (ModelOps)
    • Integrazione legacy e il protocollo MCP
    • Governance, sicurezza e lo “spotlight tecnologico”
      • Mitigazione del rischio
      • Compliance: NIS2 e GDPR
    • Il fattore umano: AI Academy e reskilling
    • La strategia per il CTO

    Introduzione

    Nel panorama tecnologico attuale, stiamo assistendo a una mutazione genetica dell’intelligenza artificiale generativa. Se il 2024 è stato l’anno dello stupore per le capacità conversazionali degli LLM, il 2026 segna il confine invalicabile tra chi usa l’IA per “scrivere email” e chi la usa per “eseguire processi”.

    Dall’incontro con Luigi Ria, anima tecnica di Kiratech, emerge una verità inequivocabile: i chatbot sono morti. O meglio, sono diventati una feature elementare di sistemi molto più complessi. Benvenuti nell’era delle Agentic Platforms.

    Oltre il chatbot: la definizione di Agentic Platform

    Un “agente” non è semplicemente un modello linguistico con una finestra di chat. È un’entità software capace di ragionamento iterativo, pianificazione e, soprattutto, azione.

    Come sottolineato durante la nostra discussione, la differenza fondamentale risiede nel passaggio dal Retrieval-Augmented Generation (RAG) puro alla capacità di Tool-Use. Mentre un sistema RAG si limita a cercare informazioni per arricchire una risposta, una piattaforma agentica può:

    1. Analizzare un obiettivo complesso.
    2. Scomporlo in sotto-task.
    3. Selezionare e interrogare API esterne (ERP, CRM, Database).
    4. Validare i risultati ottenuti.
    5. Correggere il proprio percorso in caso di errore (self-healing).

    Un LLM senza un’architettura attorno è come un motore potentissimo senza telaio e senza cambio. Non importa quanti cavalli (o parametri) abbia: se non puoi scaricare la potenza a terra attraverso un’integrazione strutturata, rimarrai sempre fermo al pit-stop.

    Il framework tecnologico: Cloud Native come fondazione

    Non esiste IA Enterprise scalabile senza una solida base Cloud Native. Luigi Ria ha evidenziato come il Platform Engineering stia evolvendo per ospitare questi nuovi carichi di lavoro.

    L’orchestrazione con Kubernetes e Kserve

    L’adozione di Kubernetes non è più solo una scelta per i microservizi, ma diventa il sistema operativo dell’IA. La gestione delle GPU è il nuovo collo di bottiglia:

    • Kserve: Fondamentale per il serving dei modelli, permette lo “scale-to-zero”. In un mondo dove le risorse computazionali costano care, spegnere le istanze GPU quando non utilizzate è un imperativo economico (Unit Economics).
    • vLLM e TGI: Motori di inferenza che garantiscono throughput elevati e latenze minime, essenziali per rendere l’interazione con l’agente fluida e reattiva.

    MLOps e il ciclo di vita (ModelOps)

    Portare un modello in produzione richiede un rigore identico a quello del software tradizionale. Strumenti come MLflow diventano centrali per il tracking degli esperimenti e la gestione del versionamento dei modelli. La vera sfida è il Continuous Training: l’agente deve evolvere con i dati aziendali, senza che questo comporti regressioni nelle performance.

    Integrazione legacy e il protocollo MCP

    Uno dei punti più caldi della nostra analisi ha riguardato il cosiddetto “cervello aperto” dell’agente. Come può l’IA interagire con un ERP scritto dieci anni fa o con sistemi proprietari?

    La risposta risiede nella standardizzazione. Il Model Context Protocol (MCP) sta emergendo come il ponte universale. Permette di esporre dati e funzionalità all’agente in un formato che l’LLM può “comprendere” e utilizzare per chiamate a funzioni (Function Calling). Senza questo layer di astrazione, ogni integrazione diventa un progetto custom costoso e fragile.

    Governance, sicurezza e lo “spotlight tecnologico”

    L’autonomia porta con sé il rischio. Le allucinazioni non sono sparite; sono diventate più pericolose perché ora l’agente può agire sui sistemi.

    Mitigazione del rischio

    La strategia di Kiratech, definita “Spotlight Tecnologico”, prevede un monitoraggio costante (Osservabilità) non solo delle performance IT, ma della qualità dell’output. Strumenti come Evidently permettono di analizzare il drift del modello e rilevare bias o degradazioni della precisione in tempo reale.

    Compliance: NIS2 e GDPR

    Nell’Enterprise, l’IA non può essere una “black box”. La sovranità del dato è centrale. Molte aziende stanno optando per soluzioni di Cloud Privato o modelli on-premise per garantire che i segreti industriali non alimentino i modelli pubblici delle Big Tech. La piattaforma agentica deve essere progettata privacy-by-design.

    Il fattore umano: AI Academy e reskilling

    Tecnologia e architettura sono solo metà dell’opera. L’altra metà è il Change Management. Luigi Ria ha insistito molto sulla creazione di AI Academy interne. Il CTO del 2026 non deve solo saper scegliere il miglior modello su Hugging Face, ma deve saper guidare i team nel processo di delega.

    Il personale deve smettere di vedere l’agente come un sostituto e iniziare a vederlo come un collega digitale. Questo richiede un reskilling profondo: passare dal “fare il task” al “governare l’agente che fa il task”.

    La strategia per il CTO

    Per non restare indietro, il consiglio è chiaro: non essere opinionati. Il mercato evolve troppo velocemente per sposare una singola tecnologia per i prossimi cinque anni.

    Il segreto del successo risiede nel costruire un’infrastruttura Model-Agnostic e Cloud Native, capace di sostituire il “cervello” (il modello) man mano che ne escono di più performanti, mantenendo però intatto il “sistema nervoso” (le integrazioni, la governance e la piattaforma agentica).

    Se la tua azienda sta ancora discutendo se permettere o meno l’uso di ChatGPT, hai già perso. La discussione oggi deve vertere su come orchestrare i tuoi primi dieci agenti autonomi.

    Agentic Platforms Cloud Native MCP MLOps ModelOps
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    Alex Pagnoni

    Alex Pagnoni è un Tech Leader ed è il fondatore della community CTO Mastermind. Autore di Vincere nel Tech, il libro manifesto del metodo GamePlan per Tech CEO e Tech Leader. Conduce il canale YouTube Tech No Logic e il podcast Pionieri del Tech. Vai alla bio completa.

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